Villa Romana

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Pulp Machineries

La mostra Pulp Machineries, allestita da Klaas Kloosterboer a Villa Romana, si presenta come un dramma da camera suddiviso in tre atti. In ogni ambiente, Kloosterboer declina l’atto artistico come un sistema di regole e norme da un diverso ‘impetus’. In Regole e la vergine (con riferimento a Duchamp) troviamo un costume femminile, mentre sul ‘campo da gioco’ pende un abito maschile. In Sala macchine si tratta della produzione dello Archiemen (figura di un fumetto olandese) e della pasta di legno necessaria a produrre la carta.

Kloosterboer, classe 1959, formatosi alla Rijksakademie di Amsterdam, spruzza il colore su tele enormi, le taglia a pezzi e le perfora; scaglia il colore sul supporto, stende a terra, come un rivestimento, dipinti di grande formato, oppure li cuce insieme fino a formare dei costumi di enormi dimensioni. La pittura annulla la parola, la supera, cancellandone il significato. La pittura non è univoca, e nell’opera di Kloosterboer è un atto oppositivo e resistente, un gesto burlesco.

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