Museo Marino Marini

produced
Lovett/Codagnone

La verità è figlia del tempo non dell’autorità

A cura di Alberto Salvadori e prodotta per la cripta del museo, l’installazione nasce dalla lettura e dall’interpretazione di un testo fondamentale del teatro moderno, la Vita di Galileo, di Bertolt Brecht. Per l’inaugurazione sarà realizzata da CANDIDATE la performance Like Nightfall in the Morning con la partecipazione di Sandra Ceccarelli, Gary Indiana e Marco Mazzoni.

Il lavoro del duo italo-americano, nato nel 1995, spaziando dalla fotografia alla scultura, è da sempre caratterizzato dalla volontà di innescare un processo di critica e riflessione su quelli che sono considerati comunemente dalla società i valori e le verità intoccabili: dalla morale e l’etica di matrice borghese all’identità sessuale definita e non libera di essere vissuta, mettendo in dubbio idee e canoni comportamentali a loro legate. Al centro della loro ricerca troviamo oltre all’affermazione dell’individuo, inteso non come entità ma come differenza, l’amore per la verità e la violenza dell’amore stesso, i differenti linguaggi dell’iconografia omosessuale e del sadomaso gay utilizzati per liberare da quei cliché di cui solitamente siamo prigionieri. L’interesse per i grandi processi della storia si lega nella Vita di Galileo al tema dominante del primo Galileo, quello della propagazione della verità in condizioni di censura e violenza. L’editing che gli artisti hanno fatto del testo brechtiano focalizza l’attenzione sulla relazione tra verità e potere e il lacerante e lacerato rapporto che scaturisce tra la ricerca come espressione di libertà e la cultura del potere come elemento reazionario e inviso al cambiamento.
In La verità è figlia del tempo non dell’autorità la lettura dei brani sarà affidata agli attori Marco Mazzoni e Sandra Ceccarelli e a Gary Indiana, già interprete di un’altra performance di CANDIDATE nel 2010 allo Sculpture Center di New York.

John Lovett (USA 1962)\Alessandro Codagnone (Italia1967) vivono e lavorano a New York (USA). La loro produzione varia dalla fotografia alla scultura, dal video all’installazione, alla performance, dove sono sempre protagonisti in un ironico gioco delle parti teso a smascherare i ruoli di potere, socialmente definiti, nelle relazioni interpersonali. Se nei primi lavori i due artisti rispondevano criticamente all’assimilazione della cultura gay dalle pratiche del consumismo estetico di massa (moda, musica, spettacolo), nelle performance più recenti riflettono sull’identità e sull’inadeguatezza del linguaggio rispetto alla complessità della relazione di coppia.

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