Museo Marino Marini

produced
Looking for Jesus

Evento inserito nella rassegna Late One Morning

Quali sembianze aveva il volto di Cristo al tempo della sua predicazione terrena nella Palestina dell’età romana? Che uomo apparirebbe oggi Gesù, se tornasse a percorrere le strade del mondo? La stratificazione di iconografie e ipotesi cristologiche ha alimentato un dibattito millenario sulla natura umana di Cristo stesso. Diffuso in tutte le chiese dell’area mediorientale, come quelle copte egiziane e giacobite siriache, il monofisismo aveva in tal senso alcune significative prossimità con la coeva teologia islamica e la sua avversione ad avallare un dibattito sulle sembianze umane dei profeti, tra i quali l’Islam annovera Cristo.

In Procurando Jesus/Looking for Jesus (2013) sorto durante una sua residenza in Giordania, Jonathas De Andrade ha liberamente interrogato i cittadini di Amman, la capitale del Paese, chiedendo loro di re-immaginare nel tempo presente il volto e le sembianze di Gesù Cristo, figlio di Dio e seconda persona della Trinità per la cultura cristiana, nonché profeta di primo rango nel culto islamico. Lo stimolo rivolto dall’artista era diretto a pensare nuovamente la figura storica e umana di Gesù, attualizzandola nella contemporaneità per decolonizzarla da secoli di canoni iconografici e ideologici accumulatisi in ambito artistico, filosofico e politico, che ne hanno trasmesso una versione prevalentemente bianca, europea ed occidentale. Superando il tabù della rappresentazione iconografica di Dio e dei profeti, proprio della tradizione religiosa islamica, l’operazione artistica di De Andrade è declinata su un fondamento radicalmente laico, e volta a ispirare un dibattito sociale su un nuovo possibile Cristo, arabo, orientale e completamente umano, paradigma di un nuovo modello di dialogo civile e interreligioso nel difficile contesto sociale del Medio Oriente.

Presentato per la prima volta in Europa negli spazi del Museo Marino Marini, Procurando Jesus/Looking for Jesus (2014) ci mostra quale sono state le reazioni delle persone interrogate e quale volto, carattere e identità potrebbe avere oggi Gesù di Nazareth, al tempo della globalizzazione compiuta. L’esito dei dialoghi ha costruito per estensione un’articolazione di immaginari, aspettative e desideri quasi un possibile, frammentario ritratto collettivo del Paese. La registrazione delle opinioni si è accompagnata al ritratto fotografico realizzato dall’artista stesso dei soggetti intervistati. L’opera si compone così di tre parti, i ritratti fotografici in primo piano delle persone intervistate a Amman, le loro idee e pensieri sull’identità di un nuovo Cristo nel tempo e un ulteriore elemento di interazione con il pubblico del Museo. Ogni visitatore ha infatti l’opportunità di votare, tra quelle fotograficamente presenti in mostra usando dei noccioli di dattero consumato al momento della scelta, la persona che più si avvicina alla propria immagine di un inedito Cristo del tempo di oggi, uomo tra gli uomini e, dopo duemila anni, nuovamente interlocutore possibile per tutti

Evento realizzato nell’ambito del progetto regionale Toscanaincontemporanea 2013 / Collezione Enea Righ /Courtesy Galeria Vermelho, Sao Paulo (Brasile) e Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin

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