Museo Marino Marini

produced
MASSIMO BARTOLINI

a cura di Alberto Salvadori

Il Museo Marino Marini inaugura il programma espositivo del 2015, sabato 10 gennaio, con la personale di Massimo Bartolini curata da Alberto Salvadori. L’artista toscano ha elaborato un percorso di opere che trovano in Marino Marini e Leon Battista Alberti il loro punto di incontro e la loro sorgente di riflessione.

L’esposizione si apre all’interno della Cappella Rucellai con Revolutionary Monk, riproduzione di un monaco birmano nella posizione del Bodhisattva, cioè colui che sta a cavallo tra religione e laicità, intesa questa come condizione di presenza attiva nella dimensione sociale, assimilabile all’attività dell’Alberti il quale è stato uno dei più importanti intellettuali del Rinascimento che attualizzò il linguaggio dell’antichità, ovvero rese contemporanea la classicità.
Altro intervento, questo di accostamento, è Airplane che gioca sull’identità del linguaggio formale e della materia.
Al piano inferiore del Museo si trova un lavoro che propone un altro modo di fare una scultura, con l’aiuto di due grandi artisti quali Marini e Constable. Utilizzando le nuove tecnologie usate in architettura, si è fatta una scansione 3d della statua di Marini Il Giocoliere, titolo anche dell’opera di Bartolini, della quale si sono trattenute stampandole su carta, le “nuvole” di coordinate sotto forma di 6 numeri per ogni punto rilevato, per un totale di 77 m2 di numeri corpo 4. Il gruppo di coordinate numeriche, chiamate in gergo “nuvole di numeri”, è stato sovrapposto alle opere  “Studi di nuvole di Constable”. Nuvole di numeri su Studi di nuvole.

Nascosta ed introdotta dal muro del Giocoliere, appare un’altra riflessione sulla scultura, stavolta sotto forma di azione: due persone si appropriano e leggono, alternandosi, un testo fondamentale per la storia dell’arte del ‘900, Scultura lingua morta di Arturo Martini, grande artista italiano al quale Marino Marini deve molto, e del quale fu successore alla cattedra di scultura a Monza. Le due persone leggendo lo stesso libro, una ad alta voce l’altra in silenzio, ci mettono di fronte al doppio registro dell’invettiva da una parte e dell’analisi interiore dall’altra, tema centrale del testo. Questa azione si svolge sullo sfondo ad un lavoro audio diffuso nella cripta che ha per titolo Petites esquisses d’ arbres, una parafrasi di un titolo di una serie di sonate per pianoforte chiamate Petites Esquisses d’ Oiseux di Olivier Messian.

La mostra è prodotta dal Museo Marino Marini di Firenze con il supporto di Regione Toscana, OAC Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Si ringrazia per la preziosa collaborazione la Galleria Massimo De Carlo, Milano\Londra.

 

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