Krypton/Teatro Studio

produced
Nella solitudine dei campi di cotone

Lo spettacolo, tratto da un testo di Bernard-Marie Koltès e diretto da Virginio Liberti e Annalisa Bianco, ha visto tre allestimenti estivi di grande successo nel 2006 realizzati in luoghi della quotidianità: il debutto al Mittelfest di Cividale in un bar, un cortile della Casa del Popolo a Montalcino, un frantoio a Radicondoli. La versione teatrale è la sintesi, il risultato, il diario di questo viaggio nei luoghi della vita di uno spettacolo emozionante perché spettacolo sulla vita.

In questo testo, il più famoso dell’autore, due uomini: un cliente – Fulvio Cauteruccio – e un dealer – Michele Di Mauro – si incontrano per caso a notte tarda. Entrambi fuggiti dalle proprie case, ma non casualmente. Uno di loro dice che ha qualcosa da vendere. L’altro sta al gioco e dice che forse comprerà. Di cosa si tratta? Non si sa, forse l’amore, forse qualche oggetto, forse il tempo, forse il pensiero, forse l’ascolto.

Un dialogo serrato che è una sfida, un allontanarsi, un cacciarsi, un inseguirsi dei due personaggi in labirinti verbali violenti quanto uno scontro fisico. Eppure l’opposizione tra i due sembra nascondere un bisogno di possessione reciproco, qualcosa che li lega indissolubilmente l’un l’altro. Nessuna motivazione apparente li obbliga a continuare la conversazione ma entrambi sono come logorati dalla volontà di aspettare la risposta dell’altro e continuare il dialogo all’infinito. Tutto appare come una transazione commerciale. Infatti l’autore inserisce nella pièce proprio la definizione di ‘deal’ che precede la prima battuta del testo.

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