Krypton/Teatro Studio

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Antartide o dell’immersione nel bianco

Con Antartide o dell’immersione nel bianco Giancarlo Cauteruccio torna alla poesia, scegliendo l’omonima opera di Roberto Mussapi, pubblicata da Guanda nel 2000.

E’ il 1901. L’uomo occidentale, che ha esplorato e conquistato quasi tutte le terre e i mari del mondo, si avventura nell’ultimo continente inesplorato, la mitica Antartide, di cui si favoleggia dal tempo dei greci e a cui si sono avvicinati nei secoli i grandi navigatori. Ma quando finalmente lo raggiunge, comprende che l’ultimo continente è solo ghiaccio e allucinante biancore. Questa è la conquista con cui si apre il nostro secolo: il nulla. Partendo da questo assunto Roberto Mussapi ha scritto un poema sulla conquista dell’Antartide che diventa metafora della condizione e della crisi dell’uomo del XX secolo. Protagonista unico della pièce è Virginio Gazzolo, la cui voce – grazie ad innovative tecnologie – è amplificata ed espansa sulla scena per narrarci il drammatico viaggio della nave Endurance, mentre immagini generate da un sofisticato sistema digital-visual creano il paesaggio onirico e visionario.

Un bianco accecante, una prigione di ghiaccio in cui il comandante Tom Crean racconta la vita e in cui lui e gli uomini del suo equipaggio lottano strenuamente contro la morte.

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