Base

produced
CHRISTIAN JANKOWSKI

BASE / Progetti per l’arte presenta la mostra site specific di Christian Jankowski con opere realizzate in dialogo con il contesto di Firenze e lo spazio autogestito da artisti BASE, fondato diciotto anni fa.

“no-profit” è il nuovo progetto di Christian Jankowski pensato appositamente per l’occasione in cui il concetto, la sigla, gli ideali evocati da questa definizione possono essere analizzati collettivamente partendo dalla sua ri-proposizione in quanto oggetto (per mezzo di una scritta al neon), ma anche come racconto (tramite una lista visibile sul muro che evidenzia tutto ciò che ha reso possibile la realizzazione del neon stesso). Jankowski, con questo “intervento di matrice concettuale e relazionale”, suggerisce una visione differente di Base, sposta cioè l’attenzione dallo spazio fisico ai meccanismi, anche economici, che lo sottendono, quali l’autotassazione degli artisti del collettivo che ne permettono l’esistenza oltre alle dinamiche organizzative che di solito rimangono nascoste. Tutto ciò inevitabilmente si confronta con l’attuale situazione caratterizzata dall’economia immateriale della nuova finanza, con la comune accettazione che le informazioni in internet non sono mai del tutto corrette o verificabili e infine con le amicizie virtuali dei social network, che sono ovunque ma nelle quali nessuno è mai realmente presente. Lo sguardo di Jankowski tuttavia non si ferma al contesto di BASE bensì si allarga al luogo in cui si trova: la città di Firenze. Così, l’altra faccia della medaglia dell’installazione “no-profit” è l’opera esposta nell’altra sala dal titolo “friends to friends”. Quest’ultima consiste in una mappa della città, di una serie di fotografie e altri segni che testimoniano l’happening che ha realizzato l’artista nelle trattorie e nei ristoranti in città, in cui normalmente sono esposti al loro interno le fotografie scattate a persone famose assieme al personale o ai proprietari dei locali, come per sottolineare l’importanza o la qualità del luogo stesso. Jankowski si è fotografato con le stesse persone di questi locali ricreando la posa esatta delle foto originali (tra cui compaiono John Travolta, Rocco Siffredi, Valeria Marini, Matteo Renzi e molti altri), ma inserendosi nella scena come se fosse la sua immagine speculare. Le uniche cose che cambiano sono l’aspetto della persona fotografata con l’artista, che nel frattempo, anche se di poco, è invecchiata e un foglio con una frase che risponde alla domanda fatta da Jankowski: per te quale è la definizione dell’amicizia? Questo progetto indaga il concetto di celebrità, di intimità e di amicizia nell’epoca del villaggio globale, oltre che proporre una lettura dell’opera d’arte e dello spazio d’arte come mezzo per discutere attorno al loro ruolo nella società di cui fanno parte.

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