Bardini Contemporanea

produced
Luis Molina-Pantin

Per la prima volta a Firenze vengono esposte le fotografie dell’artista venezuelano Luis Molina- Pantin.

A Villa Bardini una selezione di lavori – New landscapes, Chelsea Galleries e Studio informale sull’architettura ibrida, Vol. I. La Narco-Architettura e i suoi apporti alla comunità (Calì-Bogotá, Colombia) 2004-2005  – ripercorre la ricerca di Pantin dalla fine degli anni ‘90 fino ad oggi.

La ricerca che emerge dall’insieme dei lavori esposti rimanda ad un’idea di paesaggio immaginifico, metafisico, legato al ricordo, all’idea di souvenir, mettendoci di fronte alla presenza dell’assenza di un luogo, di un oggetto, di una terribile storia di sfruttamento e arricchimento tramutata in una grottesca allegoria architettonica.
Pantin ci porta a riflettere sulla scomparsa, sulla trasmutazione, partendo dalla teoria di origine hegeliana della sovrapposizione tra soggetto ed oggetto, arrivando a Deleuze e alle sue riflessioni tra differenza e ripetizione, approdando infine a Bourriad e alla sua estetica della post produzione. La sparizione, la dissolvenza dell’oggetto, dell’opera, dell’architettura come soggetti e la loro nuova connotazione sono alla base della fotografia e della ricerca di Pantin, assieme allo spirito archivistico, creatore di campionari che suppliscono alla reale esperienza, denudando l’incapacità e l’immobilismo umano di fronte alla seduzione dell’inganno scenico.

Menu