Bardini Contemporanea

produced
Cythère

Esistono enigmatiche ambivalenze nei rapporti tra mente e mondo, architettura e natura. Costruiamo narrazioni di natura nel cuore stesso delle città. Quali sono gli usi politici e sociali della natura? Quale il desiderio che sospinge le finzioni ‘biofile’? Nel riflettere sulle pratiche di conservazione e archiviazione, Cythère – la mostra di Michele Dantini e curata da Alberto Salvadori negli ambienti di Villa Bardini – allude nel titolo al celebre quadro di Watteau e all’isola dimora di Afrodite, al tempo stesso meta di pellegrinaggio e premio d’amore.

Il progetto, realizzato attraverso estensive campagne di ricerca e fotografiche in istituzioni museali dedicate al contemporaneo e contesti spesso poco noti o non accessibili al pubblico, è una sorta di inchiesta selettiva e frammentaria sulla mente umana, un tentativo di saggio di antropologia dell’immateriale condotto attraverso l’attenzione alle finzioni di distanza, spostamento, splendore; ai dispositivi, le segnaletiche, le linee di consolidamento o frattura dell’illusione e gli artifici che l’hanno sorretta e generata.

In mostra, negli ambienti della villa, una serie completa di fotografie di grande formato e un’installazione di disegni sul tema del viaggio e dell’isola.

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